CAPITOLO UNO (prima parte) – Ogni ventun dicembre

(ATTENZIONE: Questo è il seguito di PROLOGO (seconda parte) – Ogni ventun dicembre)

L’attesa lo innervosiva. Gli dava la sensazione di perdere minuti importanti, minuti in cui avrebbe sicuramente potuto vivere esperienze sensazionali, se solo non fosse stato occupato ad aspettare. Era seduto su una delle panchine verdi e lucide del molo, imbacuccato nel suo pastrano invernale e con un bollente caffè takeaway tra le mani. L’orologio della banchina segnava le dieci e quarantasette, ma non si scorgeva ancora nessun traghetto all’orizzonte. Era una bella giornata, nonostante mancassero circa tre settimane a Natale: il cielo era di un azzurro vivo, puntellato solo da qualche spumosa nuvoletta qua e là, e il sole vegliava alto sull’isola, anche se lo scarso calore che emanava dimostrava quanto in realtà fosse distante.

Gli abitanti erano in fermento per la grande festa che si sarebbe svolta di lì a pochi giorni e i turisti li osservavano lavorare estasiati, impazienti di partecipare a quel magico evento famoso in tutta la regione. Diego si guardò attorno e riconobbe Poldo, il panettiere, e Salvo, il barista, che aiutavano i tecnici a montare il palco per l’orchestra, mentre la signora Gilda e il signor Felice, i fioristi, si occupavano di decorare la piazza insieme a un gruppo di bambini della scuola elementare. Altri operai, a suon di “Oooo issa! Oooo issa!”, stavano innalzando su tutto il perimetro della costa degli enormi abeti, che venivano poi imbavagliati come salami in lunghissimi nastri di lucine intermittenti. Un gruppo di volontari, invece, stava distribuendo dei volantini sull’apertura della nuovissima pista di pattinaggio, vicino alla quale c’era anche la fiera di bancarelle natalizie con dolciumi, brezel, cioccolata calda, souvenir a tema e prodotti locali (tra cui i noti formaggi alle erbe marine dell’isola). Improvvisamente, dagli altoparlanti appesi per l’occasione partì a tutto volume Let it snow: la folla esplose in un applauso di soddisfazione e i bambini iniziarono a saltellare e ballare in cerchio.

L’atmosfera era così energica e coinvolgente che, quando Diego riportò la sua attenzione sul mare, quasi sobbalzò alla vista del vascello appena approdato al porto. Erano le dieci e cinquantasei. La sirena ululò, provocando una nube di fumo scuro, e una fila di turisti dai vestiti colorati e con grosse macchine fotografiche appese al collo si fece strada sul pontile. Diego finì in un sorso il suo caffè e si alzò, scrollando le gambe intorpidite e infossando il collo nella sciarpa. Una donna lo avvistò da lontano e si diresse con passo sicuro verso di lui, sorridendo e sbracciandosi.

«Salve» disse, quando gli fu abbastanza vicina per farsi sentire. «Sono Carin, ci siamo sentiti al telefono».

«Piacere, Diego» rispose il ragazzo, porgendole la mano.

«Come le dicevo siamo una trentina, spero non sia un problema. So che solitamente lavora con gruppi molto meno numerosi, ma questo periodo dell’anno è speciale e le adesioni sono state tantissime» continuò la donna, senza smettere di esibire quel sorriso smagliante.

«Non si preoccupi, vedremo di dividerli in due sottogruppi almeno per le visite interne».

«Fantastico! Sono tutti entusiasti, in città non si fa che parlare di voi e dei grandi preparativi. Vi aspettate molta gente immagino».

«Saranno settimane belle piene, sì. Per la Vigilia è tutto esaurito».

«E chi potrebbe mai perdersi un evento simile? Si figuri che molti del mio gruppo rimarranno fino a Capodanno!»

«Conviene istruirli bene allora, in modo che non rischino di perdersi in giro per l’isola» scherzò Diego.

Carin esplose in una squillante risata. «Dovrebbe andare sul sicuro. Come le dicevo per telefono, il nostro è un circolo letterario incentrato sui romanzi d’avventura e quasi tutti gli iscritti sono appassionati viaggiatori. Per questo, appena abbiamo ricevuto i fondi dalla biblioteca comunale, ho pensato di organizzare una gita durante le feste. E quale posto migliore di questo?»

«Avete fatto la scelta giusta!» sorrise lui. «Cominciamo?»

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GS

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